Giappone

Speciale Kyushu

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L’aereo atterra all’aeroporto di Fukuoka e con tre fermate di metropolitana siamo già nel cuore pulsate della città. C’è aria di festa! Decorazioni, illuminazioni, musica, giochi d’acqua, bancarelle e una temperatura che consente di sedersi ad un tavolino all’aperto e cominciare a stuzzicare qualche specialità locale. Fukuoka è una città animata ma tranquilla, un po' l’aria che si respira in tutta la grande isola di Kyushu, l’isola più a sud delle quattro principali dell’arcipelago giapponese. Una sorta di “vivacità senza stress”!
Fukuoka è il fascino della città vecchia, una mostra di Hakata Ori (un tessuto particolare che vanta una tradizione di oltre 700 anni), il grande parco Ohori con le rovine del castello e il magico giardino giapponese, la passeggiata sulla spiaggia dallo stadio alla torre che svetta verso il cielo, con viste panoramiche suggestive sulla città e i suoi dintorni.

Dazaifu ci accoglie con un festival del crisantemo, il fiore principe dell’autunno ed emblema della famiglia imperiale. La bellezza dei fiori ci rapisce, ma ci lascia tutto il tempo necessario a visitare il santuario dedicato alla figura di Sugawara Michizane. Ci soffermiamo sulla sua storia, perché qui è il suo sepolcro e poi ammiriamo i 6000 albicocchi ormai spogli, pensando allo spettacolo della fioritura nel mese di febbraio! A Dazaifu ci sorprende il Museo Nazionale del Kyushu, una costruzione moderna, ma perfettamente immersa nella natura della rigogliosa collina.

Lasciamo Fukuoka per Kashima, dove visitiamo il santuario Yutoku Inari Jinja dedicato a Inari, una delle divinità più importanti dello shinto, associata alla fertilità, al riso e al sake, all’agricoltura ed al successo negli affari. Messaggere di Inari sono le volpi e quindi ci attira un curioso biscottone che ci offre un simpatico signore sulla via di approccio al santuario: gustoso! Il santuario è un luogo difficile da lasciare: il contrasto tra i colori della collina e i colori vivaci della costruzione, la scalinata coperta di campanelle di vetro che tintinnano al vento, la salita sotto i torii fino in cima alla collina, il piccolo giardino giapponese con i suoi scorci particolari e quel meraviglioso Ginkgo secolare, una macchia dorata che troneggia nella corte del santuario! C’è il tempo per una breve deviazione: andiamo sul mare Ariake per vedere quel tratto di costa che la marea copre e scopre, un panorama suggestivo dove passeggiamo sotto i torii rossi, che in altri momenti fluttuano tra le onde.

Arita è la città dove nasce nel 1616, con la scoperta del caolino, la porcellana diventata celebre con il nome di Imari. Arricchiva le tavole dello shogun, era apprezzata ed imitata in Europa e un piccolo santuario ne canta la bellezza mescolandone la finezza ai colori dell’autunno. Nel museo ci fermiamo a lungo, per ripercorrere la sua storia, gli esperimenti, l’evoluzione nei secoli e poi ci prendiamo il tempo per andare alla ricerca di un Gingko millenario; lo troviamo, sporge tra le case, immenso, con il suo tronco poderoso…

Ci spostiamo a Nagasaki, una città interessante, ricca di storia, non solo legata alla seconda bomba atomica, tre giorni dopo Hiroshima, ma per il suo passato di porto dedito agli scambi commerciali con il continente, di cui si respirano, qui e là, le influenze. Ci dedichiamo al Parco della Pace, al torii rimasto in piedi per metà e poi rimaniamo ancora una volta affascinati dalla natura: due splendidi Canfori secolari colpiti dalla bomba e ritenuti morti, eccoli ricresciuti, poderosi, rigogliosi, simbolo della forza della vita, cinti dalla corda sacra, tante le offerte di fili di origami di gru, perché non possiamo smettere di credere nella Pace!

Lasciamo Nagasaki per Kumamoto, capitale dell’omonima prefettura, chiamata anche Hi no Kuni, Terra del Fuoco, perché qui svetta il monte Aso, un vulcano attivo con una caldera che raggiunge una circonferenza di 100 km, tra le più grandi al mondo. Rinomata zona per gli amanti del trekking offre paesaggi suggestivi e guardare dentro il cratere è un’esperienza emozionante. A Kumamoto città visitiamo il castello, progetto del daimyo Kato Kiyomasa, famoso per la sua abilità nella progettazione di castelli inespugnabili. Il museo ne narra la storia, che ha visto le gesta del celebre samurai Saigo Takamori. Gravemente danneggiato dai terremoti del 2016, una parte del castello è ancora in ristrutturazione.

Una escursione di una giornata a Kagoshima ci regala foto da cartolina sullo splendido vulcano Sakurajima, che raggiungiamo con circa quindici minuti di traghetto. La lava nel mare, il cratere fumante, le palme, la natura… capiamo perché spesso Kagoshima è paragonata a Napoli con il suo Vesuvio!
Abbiamo appena il tempo di visitare la residenza Shimazu, quartier generale del clan omonimo che giocò un ruolo di rilievo nella Restaurazione Meiji (1868). La tipica tecnica shakkei, che include nel giardino elementi del paesaggio naturale esterno ben si comprende nel giardino della villa, che offre panoramiche suggestive sul vulcano, che ora prende le sfumature rosa del tramonto.

Che fette di storia importante qui in Kyushu! Lasciamo le vicende che vedono la fine dell’era dei samurai, per andare verso Takachiho, verso la grotta dove la dea del Sole Amaterasu, si nascose lasciando il mondo nelle tenebre. Che posto incantevole! La passeggiata lungo le gole è suggestiva, peccato il turismo eccessivo e disordinato, che toglie a questo luogo mistico un bel po' della sua innegabile magia.

Sul bus, seduto accanto a noi, incontriamo Kumamon, la simpatica mascotte della prefettura di Kumamoto, la cui notorietà ha superato i confini della prefettura ed è conosciuta anche oltre oceano! La nostra ultima tappa è Beppu, città famosa per la varietà di fenomeni naturali legati alla natura vulcanica dell’area: caldere, solfatare, fumarole, oltre ad innumerevoli sorgenti termali. I 7 cosiddetti inferni, per quanto un po' turistici, sono davvero suggestivi per i loro spettacolari effetti visiti. Al Centro Cottura al Vapore, assaggiamo piatti cotti con il vapore delle sorgenti termali, oh anche questa è un’esperienza! Non manca una salita in funivia sul monte Tsurumi, per godere la splendida panoramica sulla città e la baia e, nonostante il freddo pungente, ci prendiamo il tempo di seguire un percorso per salutare tutte le 7 Divinità della Fortuna, perché un piccolo aiuto per il futuro non guasta di sicuro!

Rientriamo a Fukuoka e, prima di preparare le valigie, ci prendiamo il tempo per visitare il tempio Nanzoin, 45esimo degli 88 siti sacri del pellegrinaggio di Sasaguri. Qui è una statua del Buddha Sdraiato, lunga 41 m. Cade qualche goccia di pioggia. Lasciamo la nostra preghiera, una traccia del nostro passaggio…

É ora di ripartire! I visi si fanno lunghi, un po' per la stanchezza, un po' per il dispiacere di tornare. Ringrazio il gruppo dei compagni di viaggio per aver condiviso con me questo primo viaggio alla scoperta del Kyushu, le sue bellezze, le sue specialità, la sua natura, la sua storia, le persone, le leggende.
Appuntamento al prossimo itinerario!

Commenta Michele
Quello in Kyūshū è stato il mio secondo viaggio in Giappone con Alessandra come guida.
Posso confermare che è davvero bravissima ad impostare dei tour che riescono a toccare tutti gli aspetti che rendono questo Paese così affascinante: l’arte, le bellezze naturali, la cultura.
Anche in questa occasione, l’aver viaggiato con un gruppo molto ristretto ha permesso di vivere più a fondo l'esperienza.
La cosa che mi ha più affascinato è stata la natura in tutte le sue sfaccettature, la caldera del Monte Aso, le coste del Sakurajima, il gingko millenario di Arita, ma soprattutto i canfori del santuario Sannō di Nagasaki (che sono la prima cosa che cito a chi mi chiede “cosa hai visto di bello in Giappone?).

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